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 Concorso
  
 
Per dare sempre nuova vitalità alla collezione e promuovere la luce come strumento espressivo, Targetti Sankey, in collaborazione con ArteFiera (la più importante fiera dell’arte moderna e contemporanea in Italia) , ha ideato il Premio Targetti Light Art, una competizione internazionale aperta a giovani artisti con meno di 35 anni ai quali è richiesto di presentare un progetto e di realizzare un'opera d'arte che abbia come strumento e contenuto primario la luce artificiale.
 
Clara Luiselli
Nicola Evangelisti
Il Fondo
Carlo Nonnis
Nicola Toffolini
Carlo Bernardini
Federico Biancalani
Patrizio Travagli
Kwok Wai Lau
Ely Rozenberg
Salvo Bonura e Simon Crilley
Brian Rasmussen
Pawel Pomorski
Anila Rubiku
Tamar Frank
Alexandra Stratimirovic
Gevorg Zigzabian
Stefano Cagol
Michela Colasuonno e Alice Azario
Emanuele Fucci

  Bando di concorso 2009
Targetti Art Light Award
 

Il Premio, a cadenza biennale, ha sempre avuto una giuria d’eccezione, composta da direttori di prestigiosi musei, come Steven D. Lavine (presidente del California Institute of the Arts), Lorand Hegyi (allora direttore del Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien), Bruno Corà (direttore artistico del Museo Pecci) e Omar Calabrese (allora rettore di Santa Maria della Scala), autorevoli firme della stampa culturale come Anna Detheridge de "Il Sole 24 ore", Alessandra Mammì de “L’Espresso” e Umberto Allemandi de "Il Giornale dell’Arte", il direttore del dipartimento di Architettura del Royal College of Arts di Londra Nigel Coates, esperti del mercato dell’arte come Stefania Aluigi, Maurizio Mazzotti e i collezionisti Paola e Marino Golinelli, oltre ad Amnon Barzel (direttore artistico della Targetti Light Art Collection) e Paolo Targetti (Presidente della Targetti Sankey SPA).

Ai vincitori delle prime edizioni del Premio (Shinji Yamamoto, Attilio Tono, Ferrario Freres,  Fabrizio Rivola, Clara Luiselli, Nicola Evangelisti, Il Fondo, Carlo Nonnis, Nicola Toffolini, Carlo Berbardini, Patrizio Travagli e Federico Biancalani) si sono affiancati nel 2004 Ely Rozenberg, Brian Ramsussen, Simon Crilley & Salvo Bonura, Kwok Wai Lau e Elisa Sonato, le cui opere sono entrate a far parte della collezione e del relativo programma espositivo. Pawel Pomorski, Tamar Frank e Anila Rubiku, sono invece vincitori della quarta edizione del premio, che ad ArteFiera hanno festeggiato il loro successo e brindato ai primi otto “anni luce” della Targetti Light Art Collection, che alla fiera bolognese ha presentato anche l’ultima opera di Fabrizio Plessi (“Identikit”) e il primo “pezzo storico” della collezione, commissionato dal direttore artistico Amnon Barzel a uno dei grandi maestri dell’Arte Povera, Gilberto Zorio. Nomi da libro di storia dell’arte sono dunque esposti nel cuore della fiera insieme a giovanissimi creativi, spesso ancora non rappresentati dalle gallerie o recensiti dai critici. “Abbiamo costruito la nostra collezione (una delle più importanti al mondo nell’ambito della Light Art, ndr) non sugli artist-star, ma sulla qualità dei singoli progetti: il nostro obiettivo è parlare alla gente dello straordinario potere creativo della luce”, spiega Paolo Targetti, presidente dell’omonima Società. “Questo non significa - aggiunge - che non possiamo onorarci della partecipazione al nostro progetto di artisti del calibro di Plessi, Zorio, Nagasawa, Poirier ed Eliasson, il giovane islandese scoperto per noi da Amnon Barzel già a metà degli Anni Novanta e divenuto l’artista più celebrato dai musei di tutto il mondo”. 

C’è da scommettere, dunque, sul futuro di questi tre giovani talenti provenienti dalla Polonia, dalla Germania e dall’Albania. Ci hanno puntato per primi i membri della giuria del Premio, composta da Amnon Barzel (fondatore del museo Pecci e del Judisches Museum di Berlino), Omar Calabrese (semiologo), Danilo Eccher (direttore del Macro), Alessandra Mammì (inviata de “L’espresso”) e  Lara Vinca Masini (critica d’arte), che ha assegnato a loro 25.000 € e alle loro opere un posto d’onore in tutte le mostre della Targetti Light Art Collection: come vincere una tourné nei musei più importanti del mondo. E’ successo ai vincitori delle passate edizioni, le cui opere (oltre che nella magnifica sede permanente della collezione in una villa medicea sulle colline di Firenze) sono state esposte al Chelsea Art Museum di New York, nella Cripta della Basilica di S. Maria Novella a Firenze e tra le vetrate della Sainte Chapelle di Parigi, al MAK di Vienna (in contemporanea con la presentazione dell’ultima installazione realizzata in Europa dal grande James Turrell) e al Centre for Contemporary Art di Varsavia, alla Galleria Marella di Milano e alla Workplace di Londra. Una biografia di rispetto, dunque, quella di una collezione nata quasi per scherzo come estremo tentativo di comunicare a chi fa architettura l’importanza determinante del fattore luce, intesa come “materiale costruttivo” e potentissimo vettore emozionale. A raccontarla è un libro (appena pubblicato per i tipi di Skira) presentato in anteprima proprio ad ArteFiera. Si intitola “Light Art” ed è interamente dedicato alla luce, indagata sia dal punto di vista critico (nell’ampio saggio introduttivo in cui Amnon Barzel racconta dello straordinario e imprescindibile ruolo che la luce ha avuto nell’ambito della storia dell’arte dalla preistoria ai nostri giorni e nell’intervista di Consuelo de Gara a James Turrell) sia in chiave sperimentale, attraverso le opere realizzate dagli artisti utilizzando le più diverse tipologie di sorgente luminosa.

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