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Osservatorio sull Architettura - Fondazione Targetti presenta: La dimensione politica dell architettura...

School of Architecture della Syracuse University in Florence Osservatorio sull’Architettura | Fondazione Targetti | fondazione corriere della sera | Abitare
 
in collaborazione con:
Assessorato all’Urbanistica del Comune di Firenze  
Istituto degli Innocenti
Osservatorio per le arti contemporanee | Ente CRF
 
presentano:
La dimensione politica dell’architettura
Simposio internazionale a cura di Pino Brugellis e Francisco Sanin
 
Firenze, 18 marzo 2008
ore 15.30 - 20.00
Salone Brunelleschi, Istituto degli Innocenti
Piazza Santissima Annunziata, Firenze
 
Quest’anno il simposio “La dimensione politica dell’architettura” si concentrerà sulla relazione fra architettura e città. Troppo ovvia per alcuni, dominata dalla storia secondo altri, questa relazione rimane al centro del dibattito sulla relazione tra forma e politica.
 
Il simposio si propone di esaminare il caso esemplare di Medellin, la seconda città più grande e popolosa della Colombia. Si tratta di un caso unico dove l’architettura e interventi urbani di piccola scala sono risultati gli agenti di una grande trasformazione politica e sociale.
Le favelas di Medellin sono state spesso considerate come alcuni fra i luoghi più pericolosi del mondo, se non il peggiore in assoluto da questo punto di vista. Invece, attraverso l’introduzione di una metropolitana sospesa – come una  funivia – che le collega con il centro, di biblioteche e di nuove scuole progettate da giovani architetti locali, sono già state recuperate alla vita civile le strade e le piazze di questa parte di città tradizionalmente ghettizzata e lasciata in mano al controllo dei narcotrafficanti. In poco più di quattro anni Fajardo, sindaco della città, ha dimostrato come sia possibile migliorare la qualità della vita urbana non attraverso politiche di controllo poliziesco dettate dalla psicosi della “sicurezza”, ma per mezzo di uno strumento antico che può essere ancora rivoluzionario: l’architettura.
L’amministrazione Fajardo ha concepito l’architettura al contempo come uno strumento e come un fine all’interno del proprio programma di sviluppo politico e sociale, con evidenti risultati di riqualificazione di alcune zone tradizionalmente degradate ed escluse dalla vita del resto della città.
 
Gli altri relatori invitati sono Elia Zenghelis, teorico della progettazione architettonica urbana con alle spalle anche una lunga esperienza in molti paesi europei e negli Stati Uniti, e Stefano Boeri, studioso dei fenomeni più recenti delle trasformazioni metropolitane analizzate anche attraverso la rivista che dirige, “Abitare”.
 
Dopo le tre relazioni si aprirà una tavola rotonda che coinvolgerà una serie di personalità differenti - architetti, urbanisti, artisti, storici, scrittori e critici –, chiamati a esprimersi sulla dimensione politica dell’architettura e sui problemi sollevati dai tre relatori.
La città di Firenze è forse il luogo ideale per la discussione sulla dimensione politica dell’architettura, non solo per la sua storia unica, ma anche per la sua capacità di unire istituzioni assai diverse fra loro in un simile simposio. Il fatto che questo incontro organizzati dalla - sia il risultato di una costruttiva collaborazione fra l’Osservatorio sull’Architettura della Fondazione Targetti, la  School of Architecture Syracuse University in Florence, la Fondazione Corriere della Sera, la rivista Abitare, l’Assessorato all’urbanistica del Comune di Firenze, l’Istituto degli Innocenti, l’Osservatorio per le arti contemporanee dell’entte CRF, attestano l’interesse della città di rimanere al centro del dibattito della cultura architettonica contemporanea internazionale.
 
Sergio Fajardo, nato a Medellin nel 1956, è un matematico e un politico colombiano. Dopo la laurea presso la Universidad de Los Andes di Bogotà e il PhD conseguito alla University of Wisconsin, Fajardo ha intrapreso un’intensa attività accademica che lo ha portato a insegnare presso le Università di Boulder, Berkely, Oslo, Santiago del Cile e Caracas e a tenere conferenze in Europa e Sudamerica. Nel 2003 è stato eletto a larga maggioranza sindaco di Medellin, che in pochi anni si sta subendo un radicale processo di trasformazione grazie soprattutto all’inedita politica urbana di Fajardo. Anche per questo Fajardo, che è stato riconosciuto come personaggio latinoamericano dell’anno 2007 dal Financial Times, è tra i possibili candidati alle prossime elezioni presidenziali colombiane del 2009.
 
Elia Zenghelis, nato a Atene nel 1937, è architetto e docente di progettazione.
Dopo gli studi alla Architectural Association di Londra, si dedica all’attività professionale e nella prima metà degli anni ’70 ha modo di collaborare con architetti quali Geaorges Candilis, Michael Carapetian, O. M. Ungers e Peter Eisenman. Zenghelis diviene uno dei docenti più stimolanti della AA per avere introdotto le avanguardie radicali (principalmente Superstudio e Coop Himmelblau) nel progetto didattico. Nel 1975 fonda l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) insieme con un suo ex studente olandese, Rem Koolhaas, e con le loro rispettive compagne di allora, Zoe Zenghelis e Madelon Vriesendorp. Insieme danno vita a progetti paradossali e quadri surreali per illustrarli come The Sphinx Hotel, molti dei quali si trovano in appendice del primo libro di Koolhaas, Delirious New York, sono oggi conservati al MoMA di New York. Poco dopo il progetto di OMA per il Parc de La Villette a Parigi – secondo classificato, ma da molti considerato vincitore morale -, nel 1982 Zenghelis apre una sezione di OMA a Atene e lentamente il suo interesse per l’architettura metropolitana si eclissa in favore di quella mediterranea, realizzando diverse residenze alto-borghesi nell’arcipelago greco. Nel 1991 riceve una menzione speciale dal Premio Mies van der Rohe per l’edificio a Check Point Charlie, Iba, realizzato a Berlino.
Nel 1987 Zenghelis lascia OMA e si associa con Eleni Gigantes, lavorando in vari paesi europei, ma la sua attività si concentra sempre di più sull’insegnamento. Nel 2000 ha ricevuto il prestigioso Annie Spink Award for Excellence in Education dal Royal Institute of British Architects. Docente presso l’ETH di Zurigo, a Mendrisio, presso il Berlage Institute di Rotterdam, protagonista della cultura architettonica, spesso polemico con il contesto politico dei propri interventi, Zenghelis è attualmente impegnato nella definizione di un sistema di “agopuntura morfologica da inserire strategicamente nell’esistente palude urbana”.
 
Nato a Milano nel 1956, Stefano Boeri ha studiato architettura presso il Politecnico di Milano e nel 1989 ha conseguito il dottorato di ricerca in urbanistica presso lo IUAV di Venezia.
Dopo aver diretto la rivista “Domus”, dallo scorso settembre è direttore responsabile di “Abitare”. Insegna Progettazione Urbana al Politecnico di Milano, dove vive e lavora presso il suo studio (Boeri Studio) che è autore di numerosi progetti di ridisegno delle coste europee (Marsiglia, Salonicco, Rotterdam, Mitilene) e italiane (Genova, Napoli, Trieste) e di progetti per il recupero di
aree industriali dimesse. Fra le sue realizzazioni ricordiamo la nuova Centrale geotermica ENEL a Bagnore, in Toscana, del 2001.
Invitato più volte alla Biennale di Venezia, è stato curatore del settore Architettura della Triennale di Milano, per la quale ha realizzato nel 2002, U.S.E. Uncertain states of Europe, una ricerca sul
futuro dell’Europa. Ha organizzato mostre interdisciplinari e curato progetti di ricerca internazionali cercando sempre di far collaborare gruppi di ricerca anche molto diversi fra loro, come nelle mostre Border Device(s), promosse dalla propria agenzia di ricerca “Multiplicity” autrice fra l'altro di installazioni dimostrative – ad esempio Solid Sea è stata in mostra a Documenta XI nel 2002 a Kassel. In particolare Boeri ha sempre prestato una particolare attenzione alla fotografia contemporanea, collaborando a più riprese insieme con Gabriele Basilico, Armin Linke, Francesco Jodice, Stefano Graziani e altri. Nel 2007 ha diretto insieme con Gianluigi Ricuperati il primo Festival dell’Architettura di Cagliari, “Festarch”.

Fra le pubblicazioni curate da Boeri sono da menzionare Sezioni del paesaggio italiano (Arti Grafiche Friulane 1997), Mutations (Actar 2000), USE- Un viaggio nell’Europa che cambia (Skira 2003), Milano. Cronache dell’abitare (Bruno Mondadori, 2007). www.stefanoboeri.net 

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