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l Osservatorio sull Architettura della Fondazione Targetti presenta: L innaturalità dell architettura - Incontro con Elizabeth Diller

l’Osservatorio sull’Architettura della Fondazione Targetti
in collaborazione con l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Firenze
Targetti Poulsen e Osservatorio per le arti contemporanee | ente CRF
 
presentano:
 
L’innaturalità dell’architettura
 
Incontro con Elizabeth Diller – Diller Scofidio + Renfro
 
A cura di Pino Brugellis e Daria Ricchi
 
Firenze, 17 maggio 2008, ore 11.00
La Sfacciata, Fondazione Targetti (solo su invito)
 
All’interno della serie di incontri organizzati dall’Osservatorio sull’Architettura della Fondazione Targetti, il 17 maggio sarà Elizabeth Diller a tenere una conferenza sul lavoro dello studio Diller Scofidio + Renfro negli ultimi anni. Sempre aperti alle discipline più diverse (arte, teatro, letteratura o meccanica) i progetti dello studio newyorchese sono tesi alla ricerca di nuovi punti di vista sull’uso della città contemporanea.
Dopo anni di attività, sperimentazioni e opere teatrali le ultime realizzazioni sono edifici pubblici e masterplan urbani. Le varie discipline e arti si sono sempre intersecate senza limiti precisi, anche se l’architettura resta l’arte regina: nelle architetture di Diller Scofidio, come direbbe Sergio Bettini, spazio come contenuto e spazio come forma coincidono in un’unità e immediatezza di esperienza, che attestano il carattere “esistenziale” di questo genere di architettura contemporanea.
Video, monitor, micro-chip entrano a far parte delle loro realizzazioni in modo naturale, eppure Diller e Scofidio sembrano essere tornati a un’esperienza sensoriale dell’architettura che potremmo anche definire sintetica, visto che spesso è determinante la presenza delle immagini in movimento su grandi schermi video. In tal modo l’utente entra nelle opere, le guarda, le tocca, ne diventa soggetto e ne sente la consistenza.
 
Attraverso domande si aprirà una discussione pubblica guidata da Elizabeth Diller che per mezzo della sua esperienza spiegherà i motivi della progettazione e il potenziale che l’architettura ha per la società; l’importanza della committenza e il valore politico e sociale che la stessa architettura (così come le altre forme di espressione e le altre forme d’arte) hanno e continuano ad avere nella vita di tutti i giorni.
Diller e Scofidio progressivamente spostano la loro attenzione dai teatri e dalle gallerie all’esterno degli edifici. Non esibendosi più dentro spazi chiusi e predeterminati, bensì nei luoghi della città, i loro lavori diventano progressivamente veri progetti urbani. I loro lavori vivono nella città, i loro progetti diventano ampliamento dell’arte visiva per entrare nella quotidianità dei cittadini.
Al 2000 risale il loro primo edificio costruito su larga scala: lo Slither Building. Mentre un edificio come Blur si dissolve e scompare nella rarefazione che esso stesso crea – dove cioè il visitatore comprende all’istante di entrare dentro ad un’architettura ludica – un edificio come quello della Brasserie coinvolge l’utente suo malgrado. Il cliente entra dentro un ristorante e solo una volta all’interno si accorge di alcuni video che mostrano agli astanti tutti coloro che fanno il loro ingresso nell’edificio.
 
Così se all’inizio della loro carriera gli utenti erano spettatori delle loro performance, ora i visitatori ma anche i semplici passanti divengono partecipi delle loro architetture.
Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio insieme con Charles Renfro esemplificano quindi con un “gioco sapiente” la sintesi di tre modi possibili di essere architetto: l’unione di attività professionale, ricerca accademica e sperimentazione artistica.
 
Si cela dietro ogni gesto la capacità e la volontà di raccontare la realtà in modo consapevole, senza rinunciare a una lettura personale della quotidianità. Sulla base di questi principi si aprirà dunque una riflessione più ampia sullo stato dell’arte della disciplina architettonica grazie alla lezione di Elizabeth Diller che mostrerà i progetti più recenti come il Lincoln Center, l’Institute for Contemporary Art a Boston o il progetto di riqualificazione per l’High Line a New York, dove l’architettura diventa la struttura visibile di un’ideologia urbana che non usa in modo ipocrita il verde per nascondere una speculazione, ma che anzi usa l’architettura come un evidente supporto innaturale per il verde (e lo spazio) pubblico.
 
Biografie
 
Diller Scofidio + Renfro è uno studio interdisciplinare che integra architettura, arti visive e
performing arts. Il loro lavoro spazia dagli edifici ai masterplan urbani, dalle installazioni temporanee e permanenti “site-specific” al teatro multimediale, dai media elettronici alle pubblicazioni. Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio hanno fondato D+S nel 1979. Charles Renfro collabora dal 1997 ed è partner dello studio dal 2004.
 
Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio sono destinatari della Macarthur Foundation Fellowship (1999-2004), i primi a ottenerla in ambito architettonico.
Tra i loro primi progetti teorici ricordiamo Jet Lag, the Rotary Notary and His Hot Plate (A Delay in Glass) ispirato al lavoro di Duchamp, Moving Target, il ristorante la Brasserie. Con l’edificio Blur Building lo studio cambia direzione e comincia a vedere realizzati molti edifici. Tra i loro ultimi lavori sono l’Institute of Contemporary Art (ICA) di Boston, la School of American Ballet, il progetto per il Lincoln Center, tutti a New York. Il progetto di riqualificazione High Line, ora in fase di realizzazione nel West Side Manhattan, con i suoi binari sopraelevati trasformati in una rotaia vegetale che corre intorno a un intero quartiere e che al piano terra offre nuovi spazi pubblici a una città tradizionalmente avara in tal senso, è uno dei migliori esempi di un’intelligente riqualificazione urbana supportata anche da un gruppo di cittadini organizzati (vedi il blog www.thehighline.org) e appoggiata anche da Hillary Clinton.
Il loro lavoro è stato analizzato di recente nel volume di Daria Ricchi, Guido Incerti, Deane Simpson, Diller + Scofidio (+ Renfro). Architetture in dissolvenza. Opere 1977-2007, Skira 2007.
 
Elizabeth Diller nasce a Lodz, in Polonia, nel 1954. Ha frequentato la School of Art e la School of Architecture della Cooper Union University, laureandosi in architettura nel 1979. È docente presso la Princeton University.
 
Ricardo Scofidio nasce a New York nel 1935. Frequenta la Cooper Union School of Architecture e si laurea presso la Columbia University nel 1960. È docente alla Cooper Union. Prima di fondare lo studio Diller + Scofidio, è stato socio dello studio Berman, Roberts & Scofidio specializzato in progettazione di parchi per l’educazione e residenze.
 
Charles Renfro nasce a Houston in Texas nel 1964. È laureato alla Rice University e ha frequentato il Columbia University’s Advanced Architectural Design program, dove ha anche insegnato per tre anni. Ha lavorato a New York come architetto per 11 anni. Prima di unirsi a Diller + Scofidio ha lavorato in altri studi come Smith-Milller+Hawkinson and Ralph Appelbaum Associates.
 
Ufficio stampa:
tel. 055 3791285 – fax 055 3791394 – e.mail: osservatorioarchitettura@targetti.it
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