Oficinas en Zonamerica
Working
Montevideo | Uruguay
2018
Progetto architettonico
Estudio Dovat Arquitectos
Progetto Illuminotecnico
Estudio Hofstadter
Foto
Ferrés - Cánepa
Zonamerica, a Montevideo, è la prima free-trade zone privata in Uruguay. Concepita come un campus dove l’equilibrio tra architettura, natura e servizi stimola le connessioni, l’interazione e la creatività dei talenti e delle aziende che vi hanno stabilito la loro sede. Zonamerica offre servizi che spaziano dal design alle costruzioni, architettura, infrastrutture, tecnologia. All’interno del complesso, il progetto per uffici firmato dallo studio Dovat Arquitectos. Lo studio illuminotecnico, curato da Estudio Hofstadter e realizzato in gran parte con apparecchi LED Targetti, ha recepito l’esigenza del cliente di instaurare un dialogo continuo con l’architettura sempre sobrio e coerente con la pulizia formale degli ambienti.



Il sistema lineare LOGICO in versione incassata con flangia è stato impiegato sia nelle aree comuni che in quelle di passaggio. Qui crea un percorso luminoso discreto che collega le diverse aree, dando continuità agli ambienti e garantendo un’illuminazione generale senza forti contrasti. Gli incassati POLKA e CCTLED Architectural Micro, caratterizzati dalle loro dimensioni minime, forniscono la luce d’accento per le aree più defilate e private quali le nicchie, usate come aree di lavoro.



Allo stesso mood minimale si ispira l’illuminazione di uffici e sale conferenza dove si è privilegiato un equilibrato rapporto delle luminanze tra le linee di LOGICO che illuminano i piani di lavoro orizzontali e gli stessi LOGICO dedicati invece ai piani verticali. Laddove si è voluto giocare sui contrasti di luminanza per un effetto più scenografico, le pareti verticali sono state illuminate con CCTLed Architectural Micro, incasso dalle ridottissime dimensioni e alte performance. Nelle sale conferenza il sistema di controllo DALI garantisce la possibilità di gestire scenografie luminose diverse in funzione dell’utilizzo degli ambienti.


